TRAMA
Bambi Kramer, Filosa/Noce, Hurricane, Nomisake/Trapani, Ratigher, Sonno, Tso/Primosig, Zerocalcare: undici teste piene di talento usano immagini e parole per vivisezionare il reale e raccontarcelo in otto dense storie a fumetti. Tra ferocia e poesia, tra impotenza e rifiuto, tra commedia e disincanto.
Vent’anni dopo Gioventú cannibale, un gruppo di narratori spariglia improvvisamente le carte e trova un linguaggio inedito non solo per testimoniare, ma anche per sfidare il nostro tempo. Sono nati tra il 1978 e il 1992, anni in cui l’Italia covava la crisi che ha cancellato ogni idea di futuro. Sono autori di fumetti, arrivano dalla fucina di Crack!, il festival nato al Forte Prenestino: spaziano dal manga al punk, dall’underground al pop, e narrano storie metropolitane, visionarie, taglienti, comiche, rabbiose. Non è la rabbia di chi ha perso la partita, ma quella di chi non ha nemmeno potuto giocarla. La rabbia di chi è rimasto bloccato in ascensore per un fine settimana che dura da una vita. Di chi non ha trovato un posto in questo mondo, eppure sa raccontarlo come nessun altro. Se una volta la rabbia era un sentimento collettivo, di azione politica, oggi che il mondo la umilia si trasforma in confessione, in diario quotidiano – minimalista, tragico o surreale – dove la posta in gioco è l’identità di un’intera generazione.
EDIZIONE
EINAUDI EDITORE - COLLANA STILE LIBERO EXTRA - 2016
RECENSIONE
La rabbia giovanile. Chi se la ricorda? Oggi è molto più dura e vaga, come il nemico cui la si può ricondurre
In questa graphic novel la rabbia viene intesa come una forma di protesta e non come un semplice sentimento fine a sé stesso. Gli autori cercano di mostrare come questa emozione possa sì portare all'autodistruzione della persona quando viene repressa o gestita male, ma anche come, se incanalata nel modo giusto, possa trasformarsi in uno strumento capace di smuovere le coscienze e persino risolvere molti problemi sociali che abbiamo in Italia.
Ogni storia affronta il concetto della rabbia da un punto di vista diverso, seguendo la sensibilità e lo stile personale dei vari autori. Alcuni scelgono di esprimere questo tema attraverso racconti più diretti e comprensibili, mentre altri preferiscono comunicare tutto quasi esclusivamente tramite i disegni, le metafore visive e le atmosfere delle tavole. È proprio questa varietà di interpretazioni a rendere la raccolta interessante, anche se non sempre immediata da comprendere.
Personalmente ho trovato abbastanza difficile carpire fino in fondo i concetti e i messaggi che gli autori volevano trasmettere. In certi momenti mi sono chiesto se fossi ancora inesperto per affrontare un’opera del genere, perché alcune storie risultavano molto criptiche e complicate da interpretare. Più di una volta sono stato sul punto di lasciare il libro a metà, proprio perché facevo fatica a rimanere coinvolto da alcuni racconti troppo astratti o simbolici.
Una delle cose che mi ha colpito di più è stata scoprire l’esistenza di festival dedicati alle graphic novel indipendenti in Italia, oltre alle classiche fiere del fumetto più conosciute. L’idea di un posto in cui gli artisti si auto producono il proprio fumetto e poi lo espongono direttamente al pubblico mi affascina molto, e mi piacerebbe davvero poter partecipare un giorno a un evento del genere per respirare quell'ambiente creativo e alternativo.
Dal punto di vista artistico invece il libro mi ha colpito parecchio. Alcuni autori, come Zerocalcare e Ratigher, sono riusciti a comunicarmi immediatamente quello che volevano dire sia attraverso la storia sia tramite i disegni. Altri artisti invece hanno realizzato tavole tecnicamente bellissime e curate, ma il loro significato mi è rimasto piuttosto oscuro, nonostante l’impatto visivo molto forte.
Nel complesso è stata una lettura particolare, forse non sempre facile da affrontare, ma comunque interessante per i temi trattati e per la grande varietà artistica presente all'interno della raccolta. Per questo motivo darei un 6,5 alle storie e un 8 ai disegni.
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