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Recensione Di Love Hina di Ken Akamatsu



TRAMA
La trama vede un ragazzo di 19 anni, Keitaro, che tenta in ogni modo di superare i test d'ingresso per entrare nella più prestigiosa Università di Tokyo (la Todai) per via di una promessa fatta da bambino a una sua amica di giochi di cui non ricorda più il nome. La promessa era di entrare insieme all'università al fine di essere felici per sempre insieme. Non ricordando più chi fosse l'amica e deciso a studiare per entrare all'università, accetta di lavorare come custode nella pensione Hinata, un dormitorio femminile, di proprietà della nonna.
Dopo diverso tempo riesce a farsi accettare dalle inquiline, anche se alcune continuano a tenerlo d'occhio avendo paura che sia in realtà un pervertito e trattandolo sempre in modo violento arrivando più di una volta ad attaccarlo fisicamente in situazioni imbarazzanti.
Da queste premesse le vicende di Keitaro e delle altre ragazze dell'Hinata si svilupperanno, intrecciando il desiderio di impegnarsi e riuscire ad entrare finalmente alla prestigiosa università con il sogno di ritrovare la bambina del ricordo.






RECENSIONE

Tutti i personaggi del manga sono molto caratterizzati, ognuno con le proprie emozioni, paure e crescite personali, soprattutto Keitaro e Naru, che nel corso della storia maturano tantissimo sia come individui sia nel loro rapporto reciproco. Le tavole sono molto pulite e il tratteggio dei personaggi è delicato e piacevole da vedere; inoltre i dialoghi risultano sempre molto scorrevoli e mai pesanti, riuscendo a bilanciare perfettamente momenti comici e scene più emotive.

L’autore Ken Akamatsu vuole raccontare una commedia romantica piena di equivoci, gag e situazioni assurde, mettendo però al centro anche il raggiungimento di un obiettivo apparentemente invalicabile come entrare all’università di Tokyo. Attraverso Keitaro ci trasmette il messaggio che nessun obiettivo è davvero impossibile se ci si impegna con tutte le proprie forze e non si smette mai di credere nei propri sogni, anche dopo fallimenti e difficoltà.

Per me Love Hina è stato il primo manga che abbia mai letto: avevo solo dodici anni quando vidi Naru in copertina, decisi di prenderlo quasi per curiosità e finii per appassionarmene completamente, tanto da divertirmi persino a fare caricature dei personaggi. È una di quelle opere che non stancano mai, anche dopo averle finite più volte, perché ogni rilettura riesce sempre a lasciare qualcosa.

Personalmente l’anime mi è piaciuto meno rispetto al manga, soprattutto perché nella trama vengono cambiate diverse cose importanti che nel manga avevano un altro peso e un altro significato. Inoltre il finale dell’anime, che poi continua con gli OAV, mi ha lasciato abbastanza deluso perché secondo me travisa gran parte dello spirito originale dell’opera e del percorso dei personaggi.

In conclusione mi sento di dire che è un manga che consiglierei assolutamente a chi ama il genere commedia romantica, a chi vuole approcciarsi al fumetto giapponese oppure semplicemente a chi desidera leggere una storia leggera, divertente e capace di far sorridere senza rinunciare a momenti più sentimentali e riflessivi.

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